Quelli che frequentano i cellulari dall’antichità, cioè da quando si usava il sistema Tac (senza scheda Sim), non possono aver dimenticato lo StarTac, un telefonino della Motorola che di colpo ave a azzerato tutti i precedenti e che era diventato un vero e proprio status symbol. Ma, status a parte, lo StarTac era proprio bello, comodo e pratico. E la Motorola, che lo aveva inventato, divenne di colpo una delle principali produttrici di telefonini.
Poi il mondo si è complicato. Dal sistema Tac si è passati al Gsm e poi all’Umts. E sulla scena sono arrivati molti produttori, sopratutto asiatici. Ognuno ha prodotto cose molto belle, molto comode e di grande successo. E Motorola, dentro questa allusione di prodotti, un po’ si era persa. Nel senso che era un po’ sparita e che era scesa di molto nelle classifiche dei fabbricanti di telefonini. Di recente, però, ha riconquistato la seconda posizione, appena dietro a Nokia.
E ha fatto quindi un bel salto in avanti. Soprattutto, è tornata a essere protagonista di questo ricco mercato.
Il colpo di scena si deve, all’inizio, a un solo oggetto. Il telefonino (non ancora Umts) V3. Si tratta di un normale, in apparenza, telefonino a conchiglia, cioè di quelli che si aprono, come del resto era lo StarTac. La cosa nuova, rivoluzionaria è che questo V3 è davvero sottilissimo. Grosso modo è circa la metà di qualsiasi altro telefonino in vendita. In origine era color argento, tutto di metallo lucido. E, oltre alla sottilizza (davvero impressionante) aveva la caratteristica di avere una tastiera incisa direttamente nel metallo (si fa persin fatica a capire come faccia a funzionare).
Insomma, un oggetto di design straordinario. La cosa divertente è che, nato color argento, ha poi cambiato faccia. La storia è questa. La Motorola, giusto per farsi un po’ di pubblicità, aveva deciso di regalarne uno a tutti i nominati all’ultima edizione degli Oscar. Per l’occasione si è deciso di non dare il V3 classico color argento, ma di farne un’edizione limitata tutta nera. Il risultato è stato la nascita di un oggetto di un’eleganza molto raffinata. Ma è successo anche che adesso tutti lo vogliono nero. Non solo: esiste anche la possibilità di incidere sul V3 il proprio nome o le proprie iniziali. Ma non si tratta ancora di un’opportunità offerta a tutti, bisogna essere un po’ speciali.
Intanto, però, il mito del V3 cresce e Motorola risale nelle classifiche e fa molta strada. Per ora si tratta ancora di un oggetto molto caro, come era del resto anche lo StarTac agli inizi della sua carriera. Può sembrare strano che la ripresa di un’azienda mondiale come la Motorola si realizzi, in fondo, intorno a un solo oggetto, ma il V3 rompe in effetti un po’ tutti gli schemi e oggi è “la” novità. Per gli appassionati di telefonini si può già dare l’annuncio che è in arrivo una versione non a conchiglia. In sostanza la tecnica è la medesima e si tratterà di un “mattoncino” sottilissimo, e di grande eleganza. Con la sua brava tastiera fatta non di tasti mobili, ma incisi direttamente sul metallo. Se il V3, comunque, ha dato il via alla creatività della Motorola, poi si è andati avanti. Con tante novità, anche un po’ bizzarre. Come il casco da motociclista (realizzato insieme a Momo per tutta l’Europa) non auricolare Bluetooth e microfono incorporato. Non si sa ancora che effetto fa andare in giro su una Ducati con questo affare in testa, soprattutto se nel bel mezzo di una “piega” impegnativa vi arriva la telefonata della mamma. Ma, di sicuro, questo casco fa molta scena, è un po’ rambo. Poi ci sono altre cose, come gli occhiali che in realtà sono un auricolare Bluetooth. Ma c’è anche una magnifica cuffia, sempre senza fili, che serve per ascoltare musica che arriva dal telefonino. A questo proposito Motorola ha fatto un accordo con Apple per poter scaricare i brani musicali. E molti altri accordi sono stati fatti (con stilisti, ad esempio) per produrre elettronica “da indossare”. Insomma, si guarda avanti un po’ in tutte le direzioni.
Ma, naturalmente, Motorola fa soprattutto telefonini. E quindi accanto al V3 ce ne sono molti altri, tutti con un design originale e che si distingue. In particolare ha fatto uno smartphone piccolissimo, che si sincronizza con Outlook del vostro computer attraverso un semplice sms. I due oggetti, cioè, non devono nemmeno essere collegati. Poi ha fatto un smartphone, di dimensioni più normali, l’A1000, che in Italia ha in esclusiva la rete 3. Ma presto dovrebbe arrivare il suo successore l’A1010, e quest’ultimo dovrebbe essere utilizzabile con qualunque operatore. Insomma, è un po’ un caso di rinascita, questo della Motorola. Dopo un periodo di esistenza marginale, adesso è tornata in pista. E le due armi su cui punta sono molto semplici. Da una parte c’è una buona tecnologia (la sincronizzazione Pc-telefonino a distanza lascia veramente molto stupiti, però funziona), e all’altra parte c’è questa riscoperta del design molto esasperata e che certamente è un valore su cui l’azienda conta moltissimo.
Oggi l’ex-azienda dello StarTac ha già poco più del 18 per cento del mercato mondiale dei telefonini, ma ha tutta l’aria di voler andare avanti e forse addirittura di raggiungere la Nokia che le sta davanti. Ma, anche senza arrivare a tanto, le basterebbe mettere un po’ in angolo i produttori asiatici e conquistare qualche ulteriore fetta di mercato. La cosa curiosa è che, di fatto, Motorola sta introducendo dei nuovi standard nei disegno dei telefonini: non basta più che funzionino, devono essere anche belli, molto belli. E questo porterà inevitabilmente anche gli altri produttori a concentrarsi su questo punto: la ricerca di forme gradevoli.
Fonte: Affari&Finanza (La Repubblica)
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