Il mondo hacker si accorge del telefonino: nascono le prime distribuzioni del pinguino su cellulare.
Reimpossessarsi del telefonino, installando il pinguino. Da oggi è possibile.
Immaginate una città in cui l'internet sia accessibile da tutti, in ogni punto, attraverso una rete wi-fi. Potrebbe essere vero tra non molto. Immaginate che il vostro telefonino sia in grado di scegliere, tra la rete GSM, quella UMTS e quella Internet/wi-fi.
In ogni momento potrete scegliere la comunicazione meno costosa per voi e per i vostri interlocutori. Questo significa, nelle zone coperte wi-fi, comunicare quasi gratis. Il tutto, badate bene, senza commettere alcuna illegalità, tipo craccare password, scroccare connessioni o clonare schede SIM.
Fantascienza, certo. Ma non a causa di difficoltà tecniche particolari. Esistono in commercio degli onestissimi telefonini in grado di utilizzare, via VOIP, la connessione internet di casa.
Abbiamo come la sensazione che questi non potranno utilizzare la rete wi-fi municipale (se e quando ci sarà). Semplicemente perchè, in questo modo, diminuirebbero i faraonici e feudali profitti delle telecom. E i loro fedeli alleati, vale a dire il produttori di hardware e software dei telefonini, non possono permetterlo.
Per questo, le macchine che crediamo di aver acquistato, sono pesantemente menomate nelle loro funzioni, rese completamente inaccessibili, e quindi al di fuori del nostro controllo.
Acquistare un computer palmare iperfighetto e poi usarlo come un comune cellulare, menomato nelle funzioni, non è un'esperienza entusiasmante per tutti. L'unico modo per avere il controllo della propria macchina è cambiare il sistema operativo. Solo recentemente il mondo hacker, Linux in testa, si è accorto di aver trascurato per troppo tempo la telefonia cellulare.
È una curiosa mancanza, questa, per il pinguino: è riuscito a contaminare macchine molto popolari, dai PC di tutte le piattaforme, ai palmari, alle consolle di videogiochi. Ma i telefonini mobili, presumibilmente presenti nelle tasche degli hacker di tutto il mondo, non sono stati ancora toccati.
Ci sono palmari Linux a cui si può applicare una scheda SD GSM/GPRS che li trasforma in cellulari. Ci sono pure degli apparecchi, come il Motorola A780, basati su una versione embedded del pinguino. Ottime realtà, certo. Ma sono realtà parzialmente proprietarie, in cui non si ha il controllo della macchina. Quindi non si può parlare di hacking.
Suscitano invece notevole interesse i progetti OpenEZX, che mira a trasformare il kernel dei Linux-Motorola in una base estendibile a tutti i telefonini, e Xanadux. Un articolo su Linuxdevices.com si occupa proprio di quest'ultimo progetto, che ha come scopo installare Linux sui telefonini HTC, noti con il marchio Qtek.
Wallaby, Himalaya, Blue Angel e Magician sono i loro nomi in codice, ma sul nostro mercato hanno assunto più anonime sigle, come Qtek 1010, 2020, 9090 oppure S100. Questi interessanti apparecchietti, a metà strada tra un palmare e un telefonino, nascono blindati da un sistema operativo Windows CE, con funzionalità veramente limitate.
Alcuni esempi: sul frontale del Blue Angel ci sono dei pulsanti che, se premuti, connettono direttamente la macchina all'internet via GPRS. Con il software disponibile non è possibile evitare che la connessione parta involontariamente quando il PDA è in tasca, provocando un salasso economico.
Non è possibile impostare una password decente al posto del PIN (un palmare può contenere molti dati sensibili), o meglio, codificare i dati memorizzati. E si è in balia di virus, tradizionale pecca di tutti i sistemi Windows, e di spam.
Linux permetterà di risolvere tutti questi problemi, ma il lavoro degli sviluppatori (peraltro quasi tutti europei, principalmente da Regno Unito, Olanda, e Germania) è stato e sarà molto duro, dovendo retroingegnerizzare completamente i chiusi telefonini HTC.
Comunque, a due anni dalla nascita del progetto, Xanadux ha ottenuto il primo risultato: il Blue Angel/Qtek 9090 linuxato può fare e ricevere telefonate, anche se le funzionalità del sistema operativo non sono ancora paragonabili al Win CE preinstallato.
Ai più potrà sembrare ancora poco, ma siamo sicuri che questi ragazzi hanno aperto una strada, in un settore, come quello della telefonia cellulare, fondamentale per l'economia del futuro. Auguri a loro e a tutti quelli che cercheranno di imitarli.
FONTE [ZEUS News - 09-01-2006]
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Spero che prima o poi tutti noi "linuxari" potremmo dare il ns. aiuto in questa incredibile sfida alla controglobalizzazione che ci obbliga ad utilizzare sistemi operativi chiusi e che limitano le nostre possibilità di evoluzione tecnologica.
scrivo da innamorato cronico di linux in tutte le salse....
forse ho trovato il modo di installare sul qtek 9000/i-mate jasjar/HTC Universal, linux....
siccome il suddetto palmare ha le caratteristiche essenziali di un notebook, è possibile installare una versione embedded di linux opportunemente modificata e clamorosamente uppata sul Jasjar...
naturalmente è un lavoraccio, ma se riesce, diventerebbe una cosa spettacolare....
che ne dite???
in teoria la versione che si dovrebbe creare non dovrebbe superare i 25 MB, ma il vero problema poi sarebbe installarvi su dei programmi tra i quali i più importanti, il call manager e un software di messaggistica... non è impossibile volendo...
a presto cari linuxxari
Il problema a mio giudizio non è il SO, ma la possibilità di plasmarlo a nostro piacimento e secondo le nostre esigenze; anch'io amo linux, ma esclusivamente perchè lo posso modellare a mio piacimento a differenza dei sistemi micro...zozz dei quali il codice è blindato.Cmq il problema di installare linux sui pda è esclusivamente legato all'hardware, in quanto bisognerebbe prima scrivere i drivers.... o sbaglio?
quindi da quanto scritto sarebbe possibile anche mettere il progetto android di google all'interno di un qtek, basterebbe sapere come fare...
una guida sull''istallazione ? qualche commento di chi l''ha già provato ?
sarebbe fantastico,idea grandiosa. Se avessi le competenze mi metterei subito a lavoro!